Liceo „Copernico“ | Brescia 2017

Alternanza scuola-lavoro a Norimberga Giugno 2017

Norimberga non è stata un viaggio, non è stata alternanza scuola lavoro, non è stata un progetto scolastico: è stata un’esperienza di vita. Siamo partiti tutti con motivazioni differenti, chi convinto che a Brescia ci stava già abbastanza, chi scettico perché in realtà era la mamma che aveva detto “dai, su, che impari il tedesco!”, chi preso dalla fame di nuove esperienze e chi semplicemente curioso. Eppure, qualsiasi fosse il motivo che ci ha spinti a dire “sì, prof, io ci sto!”, è innegabile che siamo tornati tutti un po’ cambiati: siamo tornati tutti più indipendenti, ansiosi e un po’ spaventati da questo spaccato di “vita vera”, di vita da adulti, fuori dalla scuola, ma anche tremendamente eccitati e felici. Non eravamo soli, no, siamo stati accolti tutti da deliziose famiglie che ci hanno fatto sentire un po’ meno sperduti in una grande città straniera come Norimberga, che è veramente grande, e non “Un po’ più piccola di Brescia!” come credevo io all’inizio, meritandomi la fama della totale ignorante in geografia. Non si possono ridurre due settimane con un “è stato bello”, anche se mi piacerebbe, per comodità, poterlo fare: perché in fondo non è stato tutto bello, tanti momenti sono stati duri, come arrabattarsi a gesti e voler urlare dalla frustrazione quando non riuscivamo a farci capire dalle famiglie tedesche, il cervello spento dopo otto ore di lavoro, il caos infernale di arrangiarsi con i mezzi pubblici totalmente nuovi, anche se ehi, è bello sapere che almeno in Germania gli autobus arrivano in orario!

Ci siamo trovati tutti a fare un lavoro che avevamo scelto, che concordava con le nostre passioni, con i suoi lati negativi e positivi, sparpagliati tra asili nido, negozi, ospizi, bar, pasticcerie, aziende produttrici di auto da corsa, librerie ed altro ancora, tutti lontani ma tutti vicini, la sera, in centro, quando ci vedevamo, stanchi morti, in un bar, a raccontarci le nostre piccole grandi imprese giornaliere, tra mamme ospitanti stravaganti e datori di lavoro esigenti, a fare riposare il cervello parlando finalmente un po’ di italiano e a stupirci perché “Ragazzi non ci crederete mai, ma stanotte ho sognato in tedesco, lo devo assolutamente dire alla prof!”.

E’ stata un’esperienza formante anche da altri punti di vista, come la visita al DokuZentrum, al tristemente famoso tribunale di Norimberga e alle cittadine di Würzburg e Bamberg, guidati dai nostri prof che ci hanno sempre guardati da lontano, attenti alle nostre esigenze, a controllare che facessimo un lavoro che ci piacesse e che imparassimo il più possibile, disponibili e pronti ad aiutarci ma sempre senza farci trovare la pappa pronta, che, accidenti, a volte ci avrebbe fatto proprio comodo: che fatica diventare grandi! Un ringraziamento speciale va alla Professoressa Brambilla, che collaborando con la CCCE ha reso questa esperienza possibile, e ai Prof. Rossini e Pizzetti, impeccabili accompagnatori.

Giulia Bigazzi Classe 4P